Prefazione S.E. Mons. Rino Fisichella

Mons. Rino Fisichella

«Fin dall’inizio del mio ministero come Successore di Pietro ho ricordato l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo». Con queste Parole, Papa Benedetto XVI nella Lettera Apostolica Porta fidei, indica il motivo fondamentale per cui ha deciso di indire uno speciale Anno della fede. Si tratta di prendere coscienza della situazione di crisi nella quale l’umanità si trova. Una crisi generale, che coinvolge anche la Chiesa, manifestandosi, soprattutto in Occidente, come crisi di fede. Quello che era un presupposto ovvio in passato, per il nostro contemporaneo non lo è più. Il secolarismo, obbedendo ad un ideale di autonomia individuale che si sente minacciata da qualsiasi riferimento ad una verità rivelata, ha assunto come proprio programma il «vivere come se Dio non esistesse». Così ha condotto l’uomo ad una situazione di confusione e disorientamento, lo ha ridotto all’isolamento in balia di forze di cui non conosce neppure il volto. Il progetto di una vita senza fede si tramuta inevitabilmente in una crisi che rende impossibile all’uomo scoprire la propria identità, il senso per la propria vita.

Anche l’impegno per il conseguimento del bene comune segna il passo in una situazione di generale disorientamento e confusione. E ciò è comprensibile in quanto vivere di indifferenza, agnosticismo e ateismo non aiuta a realizzare un progetto comune, perché impedisce di approdare ad un senso pieno nella ricerca della verità. Pensare che si possa costruire una società realmente attenta al bene dell’uomo e di tutti gli uomini, capace di superare la frammentarietà e l’individualismo, prescindendo dal contributo del cristianesimo vorrebbe dire gettare le basi per il fallimento di un progetto per il futuro. Rinunciare a riconoscere le radici che sostengono l’Occidente e l’identità cristiana che ancora lo plasma, vuol dire determinare il fallimento di qualunque progetto per il futuro.

L’Anno della fede intende essere innanzitutto un sostegno offerto ai credenti in Cristo, a quanti, cioè, continuano a professare con convinzione la fede e ad offrire la loro preziosa testimonianza, talvolta fino al martirio. «Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, che è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia”. Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno» (Porta fidei 9).

Sono convinto che la mostra Il sorriso della libertà. Tommaso Moro, la politica ed il bene comune possa offrire una bella opportunità, nel contesto dell’Anno della fede,  per riscoprire la singolare testimonianza di un uomo che ha saputo vivere la propria fede nel servizio disinteressato al bene comune fino al dono della vita, preferendo obbedire a Dio prima che ai governanti. Questa testimonianza consentirà di prendere sempre più coscienza che il contributo della fede cristiana nella definizione di un progetto che consenta di uscire dalla situazione di crisi è fondamentale proprio nella misura in cui favorirà la riscoperta delle radici e dell’anima dell’identità occidentale, passaggio obbligato per poter creare desiderio di appartenenza, superamento dell’individualismo e del particolarismo, condivisione. In questa prospettiva si coglie l’urgenza dell’invito che il Papa rivolge ai fedeli perché considerino l’importanza della testimonianza cristiana nella vita politica, che già Paolo VI aveva definito come la «forma più alta della carità».

Auspico che la mostra possa essere conosciuta ed apprezzata da molti, a partire da quanti già sono coinvolti in diversa misura nell’impegno politico.

☩ Rino Fisichella

Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione