Prefazione Lorenzo Ornaghi Ministro per i Beni e le Attività Culturali

A Thomas More – santo e martire inglese, che il Beato Giovanni Paolo II ha voluto proclamare patrono dei governanti e dei politici nell’anno giubilare del 2000 – la Fondazione Costruiamo il Futuro dedica una mostra importante e suggestiva, all’avvio dell’Anno della Fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI. E alla mostra, bella, ha dato un titolo altrettanto bello: Il sorriso della libertà.

Al cuore e alla mente di ciascuno di noi, il titolo subito richiama le molte ragioni per cui si sorride: dalla gioiosa spensieratezza del bambino che formula i suoi «perché?» sulla realtà di cui incomincia ad avere esperienza, alla speranza fiduciosa del giovane che intende attivamente partecipare all’edificazione di una società migliore, sino alla rasserenante saggezza di chi, giunto quasi al termine della propria avventura umana, ogni giorno ringrazia il Signore che senza sosta gli allieta la ‘giovinezza’. Sono tutti sorrisi che nascono dalla libertà. E che cercano la libertà, indispensabile affinché la creatività e la responsabilità di ogni persona si possano esprimere con pienezza ed efficacia.

Affinché questo sorriso possa continuare a risplendere sul volto di ogni cittadino, la politica non può degenerare in un’attività di second’ordine. Né deve essere percepita o intesa come inevitabilmente tale da chi appartiene alla polis e, vivendo con fierezza questa appartenenza, è consapevole che il primo compito della politica consiste proprio nel perseguimento di ciò che è autenticamente bene per la comunità. Non vi è politica degna di questo nome, allorché il bene comune risuona come un’espressione retorica o, peggio, come un infingimento sin troppo facile da smascherare. È la grande lezione di Thomas More, oggi attuale e vitale ancor più di quanto non lo sia stata nei secoli passati. In essa riecheggia, potente, l’ammonizione di Sant’Agostino: non diversamente da quando la giustizia sembri negata o dimenticata da chi governa, anche l’assenza del bene comune inesorabilmente trasforma la politica e gran parte del ceto politico in magnum latrocinium.

La liturgia inglese riserva a Thomas More una significativa preghiera: «Lord, strengthen us by example of your martyr Thomas, so that we may always follow conscience, and be king’s good servant, but God’s first, through Jesus Christ our Lord. Amen». Che tali parole – rafforzate e bene esemplificate dalla mostra Il sorriso della libertà – possano davvero essere di guida per tutti noi, nell’agire quotidiano così come nell’impegno politico.

Lorenzo Ornaghi

Ministro per i Beni e le Attività Culturali